{"id":2488,"date":"2025-03-27T10:14:31","date_gmt":"2025-03-27T10:14:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fondazioneson.org\/?p=2488"},"modified":"2025-03-27T10:14:31","modified_gmt":"2025-03-27T10:14:31","slug":"una-palestra-per-lautonomia-a-son-due-giovani-donne-iniziano-un-percorso-verso-la-vita-indipendente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fondazioneson.org\/?p=2488","title":{"rendered":"Una palestra per l\u2019autonomia: a SON due giovani donne iniziano un percorso verso la vita indipendente"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un appartamento, due giovani donne con sindrome di Down, due coinquilini e un progetto concreto per imparare a vivere da sole. \u00c8 partita cos\u00ec la <strong>Palestra di autonomia<\/strong>, un\u2019iniziativa nata dalle famiglie, in collaborazione con Fondazione SON.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il progetto ha preso avvio a febbraio e prevede che le partecipanti vivano in uno degli alloggi della Fondazione, contribuendo alla gestione della casa e alla condivisione degli spazi, come parte integrante dell&#8217;esperienza di autonomia. Ma non si tratta semplicemente di un rapporto di normale locazione e convivenza. \u00c8 piuttosto un cammino graduale, che comincia con una frequentazione diurna della \u201ccasetta\u201d e si sviluppa fino al pernottamento con tempi via via pi\u00f9 prolungati di permanenza, man mano che cresce la confidenza con l\u2019ambiente e con la vita insieme.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Elena<\/strong> e <strong>Chiara<\/strong>, di 25 e 27 anni, condividono l\u2019esperienza con altri due coinquilini, un giovane lavoratore e una studentessa. \u00abNon \u00e8 un progetto per loro, bens\u00ec \u00e8 un progetto con loro\u00bb, racconta <strong>Elisabetta Cossutta<\/strong>, madre di Elena e volontaria del centro di ascolto di SON. \u00abSono loro le protagoniste: sono loro a scegliere, a fare proposte, a mettersi in gioco\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019obiettivo \u00e8 semplice e ambizioso al tempo stesso: allenarsi alla vita adulta, sviluppando competenze personali, relazionali e sociali, in vista di un futuro residenziale indipendente. Ogni ragazza segue un proprio percorso, personalizzato, costruito con il supporto di una rete di figure educative e professionali. Il progetto \u00e8 stato infatti scritto da una case manager e viene attuato in collaborazione con una pedagogista e una psicologa dell\u2019<strong>associazione Vividown<\/strong>. E, naturalmente, si avvale del costante apporto delle famiglie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abAbbiamo pensato anche al nostro ruolo come genitori\u00bb, continua mamma Elisabetta, \u00abAnche noi dobbiamo fare la nostra parte nel favorire l&#8217;accoglimento dei desideri di vita autonoma dei nostri figli: questo progetto ci aiuta a farlo, accompagnandoli e sostenendoli\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono gi\u00e0 partiti i cosiddetti percorsi di avvicinamento, con cene preparate e consumate insieme. C&#8217;\u00e8 stato anche un incontro con le educatrici, i genitori e gli altri abitanti per definire insieme le regole della convivenza. Tra le altre, si \u00e8 stabilito di togliere le scarpe in casa, di non accendere pi\u00f9 elettrodomestici contemporaneamente, di lasciare gli spazi comuni in ordine. Chiara si \u00e8 preoccupata di come accendere le luci della scala per potersi recare in bagno, cos\u00ec come ha fatto oscurare gli obl\u00f2 della camera perch\u00e9 dorme solo col buio. Elena ha preparato da sola la sua valigia in vista delle due notti che nel frattempo ha gi\u00e0 trascorso fuori casa e poi ha contribuito alla pulizia della camera dove ha pernottato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abPiccole cose che raccontano tanto\u00bb, aggiunge mamma Elisabetta, \u00abdove al centro di tutto c&#8217;\u00e8 la relazione. Le ragazze, in dialogo con i coinquilini, si allenano alla vita adulta, non in un contesto protetto, ma in uno spazio reale, condiviso, abitato. Un passo dopo l\u2019altro, verso una maggiore autodeterminazione\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il progetto della Palestra di autonomia \u00e8 stata approvato da <strong>ATS Milano<\/strong>. Attraverso i fondi della legge 112\/2016 verranno rimborsati i costi per gli interventi educativi fino al tetto di spesa previsto per un anno. L\u2019affitto \u00e8 a carico, mentre il <strong>centro di ascolto di SON<\/strong> ha avuto un ruolo fondamentale nell\u2019intercettare e accompagnare il bisogno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abCome centro di ascolto\u00bb, conclude Elisabetta \u00abaccogliamo proprio storie di chi cerca spazi di crescita, relazioni, possibilit\u00e0. Il tema della residenzialit\u00e0 torna spesso, e la Palestra di autonomia risponde a questo bisogno. Il nostro obiettivo \u00e8 allargare, in futuro, l&#8217;esperienza ad altre famiglie\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un appartamento, due giovani donne con sindrome di Down, due coinquilini e un progetto concreto per imparare a vivere da sole. \u00c8 partita cos\u00ec la Palestra di autonomia, un\u2019iniziativa nata dalle famiglie, in collaborazione con Fondazione SON. 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