Mercoledì 28 gennaio 2026 si è chiuso il ciclo dei tre cortometraggi DENTRO E FUORI, nato dalla collaborazione tra Fondazione Son Speranza Oltre Noi, Distretto Municipio 2 di Milano, ASST Fatebenefratelli Sacco, Officina delle variAZIONI Aps e Festival del Cinema Nuovo.
Tre incontri aperti al pubblico che hanno proposto cortometraggi nati da un laboratorio di espressione cinematografica che ha coinvolto persone con fragilità. Non attori professionisti, ma uomini e donne che hanno scelto di mettersi in gioco, di dare forma alle proprie emozioni, di trasformare il proprio vissuto in immagini. La grande partecipazione del pubblico in sala, ogni volta, ha risposto con un silenzio attento, con uno sguardo che accoglieva, ringraziato regalando a loro volta parole.
Ci sono momenti in cui il cinema smette di essere solo un linguaggio artistico e diventa un varco, un luogo in cui chi guarda e chi si racconta si incontrano,


senza protezioni, senza ruoli prestabiliti. La rassegna “Dentro–Fuori… dal limite… dalle parole… da uno spazio” è stata esattamente questo: un attraversamento condiviso, un invito ad abitare la fragilità senza paura.
La forza di questi incontri non è stata solo nei film proiettati, ma nella presenza viva dei loro protagonisti. Seduti tra il pubblico, hanno ascoltato le reazioni, risposto alle domande, condiviso il dietro le quinte di un percorso che per molti è stato un cammino di riconquista di sé, della propria voce, del corpo, del proprio posto nel mondo.
“Dentro–Fuori” ha mostrato che la fragilità non è un confine che separa, ma un ponte che può unire, che il limite può diventare un punto di partenza, che le parole, quando trovano il loro spazio, sanno aprire varchi di comprensione e di bellezza.
La rassegna si è così trasformata in un invito a guardare oltre le etichette, a riconoscere la dignità di ogni storia, a lasciarsi toccare da ciò che è autentico, perché quando qualcuno trova il coraggio di mostrarsi, anche noi, dall’altra parte dello schermo possiamo imparare a stare un po’ più “dentro” la nostra umanità e un po’ meno “fuori” da quella degli altri.

Per gli spettatori era possibile scrivere parole, frasi, impressioni, su una bacheca. Eccone alcune:

