Insieme per Progettare la Vita: due anni che aprono nuove strade.
Due anni di ascolto, sperimentazione, connessioni e costruzione condivisa. Il progetto “Insieme per Progettare la Vita” finanziato dal Bando per gli Enti del terzo settore di Regione Lombardia, giunge al suo appuntamento conclusivo con un pomeriggio di confronto, restituzione e visione sul futuro, in programma lunedì 15 dicembre, dalle 16.00 alle 18.30, presso l’Auditorium M. Toschi della Fondazione SON – Speranza Oltre Noi, a Milano.
È stato un percorso intenso, fatto di seminari, laboratori, sportelli consulenza e momenti di formazione diffusa, con un obiettivo chiaro: sostenere le persone con disabilità e le loro famiglie nella costruzione di un progetto di vita consapevole, possibile e concretamente realizzabile.
L’evento di chiusura non rappresenta solo un punto di arrivo, ma soprattutto un momento per fermarsi e guardare avanti.
Quali bisogni sono emersi con maggiore forza in questi due anni? Quali risposte hanno funzionato e quali restano ancora da immaginare? Come possiamo stabilizzare e rafforzare la rete di collaborazione costruita? E soprattutto: quale sostenibilità possiamo dare al progetto perché diventi una risorsa stabile per il territorio?
Il pomeriggio sarà un momento corale, in cui si intrecceranno voci, esperienze e punti di vista differenti. Dopo l’accoglienza a cura di Don Virginio Colmegna, presidente di Fondazione SON, e di Maria Teresa Zocchi, presidente di Associazione InCerchio, e i saluti istituzionali di Donatella Ronchi, Assessore alle Politiche Sociali del Municipio 2, seguiranno due interventi di restituzione e riflessione:
“Progetti che aprono prospettive”, a cura di Daniela Piglia, e “Metodi ed esiti”, a cura di Cristina Labianca.
Uno spazio significativo sarà dedicato alla rete che ha accompagnato e sostenuto il progetto:
Associazione Il Gabbiano – Noi come gli altri, Associazione Vividown, Fondazione Oltre e Fondazione Fare Famiglia condivideranno esperienze, riflessioni e traiettorie possibili per il futuro.
A seguire, la parola passerà direttamente ai protagonisti dei Laboratori di Autonomia, attraverso le interviste curate da Jacopo Mariani, e alle famiglie, con la testimonianza di Elisabetta e Fabio, genitori di Elena.
A chiudere il pomeriggio, non ci saranno solo parole, ma gesti concreti: un buffet realizzato dai protagonisti del progetto, simbolo di competenze, partecipazione e possibilità.
L’evento è aperto alla cittadinanza, alle famiglie e agli operatori interessati.
È richiesta la registrazione a questo link
Un’occasione preziosa per fermarsi, riflettere insieme e continuare a progettare, ancora una volta, una vita possibile.

