Un gesto di gratitudine e condivisione, un piccolo dono rivolto a quanti, in questi anni, hanno camminato a fianco alla Fondazione SON e ne hanno sostenuto il percorso umano e sociale.
Non è un bilancio, né un racconto celebrativo: è, piuttosto, un invito a guardare insieme la città con quello sguardo più profondo che nasce dall’incontro con la fragilità.
Milano sta vivendo un tempo complesso, in cui grandi cambiamenti convivono con nuove povertà e solitudini. Per questo abbiamo sentito il bisogno di rimettere al centro ciò che da sempre orienta il nostro impegno: la convinzione che siano le persone più vulnerabili a custodire la profezia di cui la città ha bisogno per ritrovare sé stessa.
Memoria, sogno e responsabilità non sono temi astratti; diventano il senso di ciò che facciamo ogni volta che scegliamo di lasciarci interrogare dai margini.
Le pagine che seguono raccolgono alcune riflessioni nate da questa prospettiva. Parlano di Milano, del suo futuro possibile, della necessità di una cultura della cura che sia capace di legami e non di separazioni. Parlano anche del cammino che stiamo vivendo come SON: non come esempio da mettere in mostra, ma come laboratorio che testimonia quanto la fragilità – quando è accolta – generi pensiero, relazioni, bellezza e responsabilità civile.
In questo senso, SON non è un capitolo a parte, ma una delle espressioni concrete di quella città che immaginiamo: una città che non isola, ma connette; non teme la vulnerabilità, ma la riconosce come risorsa; non si chiude nei recinti del Terzo settore, ma apre spazi nuovi di comunità, autonomia e vita buona.
È dentro questa visione che desideriamo situare anche il nostro lavoro quotidiano, certi che proprio dai più fragili può venire il contributo migliore per un futuro più giusto.
Questa pubblicazione è dunque un grazie e, insieme, il nostro augurio per il Natale di quest’anno: continuare a sognare insieme una Milano che cresce a partire da ciò che è più delicato e più prezioso, lasciandosi trasformare da chi, spesso in silenzio, indica la direzione.
Per leggere il testo integrale, cliccate qui. Buona lettura!

