In questo Natale 2025, Son ha proposto a tutti il “passaggio” simbolico della Porta Santa giubilare, ricavata da una vecchia porta della cascina S.Carlo. Tutti gli abitanti hanno partecipato offrendo una riflessione a partire da un’ omelia di Papa Leone XIV, poi trascritte e da loro appese al muro esterno dell’auditorium. Una bellissima compagnia di volontari ha accompagnato con canti la Messa di Natale celebrata da don Virginio e la cena condivisa, insieme allo scambio di auguri e piccoli pensierini, con grande gioia di tutti.

Siamo qui davanti ad una vecchia porta della cascina S. Carlo che, grazie all’aiuto di volontari generosi, di Ivo e Marco, ha potuto in qualche modo essere installata e arricchita di significato con l’applicazione di una formella in bronzo, con l’immagine di Maria, Gesù e S. Giovanni, qui piccolino, ma che diverrà il precursore, colui che ha detto “preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri”, preparandoci così all’Avvento.
La porta che abbiamo scelto è vecchia, usata, consunta, è stata pulita certo, ma non verniciata a nuovo. È come se rivolgesse a noi tutti un invito a non coprirci di trucco, ma ad essere veri, con le nostre rughe, i nostri difetti e a presentarci gli uni agli altri senza finzioni o mascheramenti.
Certo, è stata scelta perché fosse simbolicamente una porta da attraversare, e anche se la messa in sicurezza non consente un vero e proprio attraversamento, rimane forte il suo significato di varco, di apertura, di accoglienza.
È stata messa lì a ricordarci che in questo anno giubilare voluto da papa Francesco con tante porte sante e tanti giubilei, con persone e contesti i più differenti tra loro, la porta è UNA: è Gesù. È Lui la porta che ci fa entrare e uscire.
Pensare che anche Son abbia la sua porta “giubilare” significa oltrepassare le nostre paure, avere il coraggio di bussare per andare incontro agli altri, chiedere permesso per non blindare il cuore, ma aprirlo. Significa voler accogliere, custodire, prenderci cura, mantenendo la porta aperta per chi arriva a trovarci e possa trovare il calore di una famiglia.
Tutti sappiamo cosa significa restare fuori da una porta, cosa vuol dire posare la fronte sui battenti chiusi e piangere: ma sappiamo anche quanto valore hanno i battenti di un cuore che si aprono. A volte possiamo aver fatto l’esperienza di attraversare una porta senza sapere bene cosa ci fosse dietro, cosa ci avrebbe riservato l’attraversamento.
Ma possiamo ricominciare chiedendo e dando perdono, sperimentando una nuova libertà interiore e lo slancio per fare un passo in avanti nella responsabilità, proprio dove il bene sembra non accadere e la fiducia vacilla.
Il Natale che celebriamo stasera ci dice nuovamente che “non siamo figli di un Dio che sta seduto su un monte lontano, dietro porte chiuse, raggiungibili solo a costo di fatiche disumane. Siamo amici di un Dio che ha aperto, che ha mandato il suo Figlio, il suo pezzo di cuore, a essere porta, a scardinare le serrature della legge, a far saltare gli alti battenti della morte.” (Davide Rondoni)
Le riflessioni offerte dagli ospiti di SON:
- Signore grazie perché essere fragili significa riconoscerci bisognosi di Te, della Tua protezione, del Tuo sostegno.
- Essere fragili mette in moto la disponibilità ad aiutare e quindi l’amore, quell’amore che Tu ci insegni ogni giorno e che ci fa essere una risorsa, un dono, gli uni per gli altri.
- I piccoli sono gli abitanti di SON che hanno aperto il loro cuore e la loro porta a tutti coloro che condividono con loro l’amore e la speranza, pur nella fragilità e nelle fatiche quotidiane e questo dona a tutti una grande gioia.
- Riscoprire la speranza che nasce dalle piccole cose, proprio come un germoglio che spunta dal tronco secco.
- Quando ricevo dei buoni consigli mi danno un sollievo e sono contento.
- In un mondo segnato da incertezza e disorientamento, la Parola ci ricorda che Dio agisce nella piccolezza e nell’umiltà dei cuori semplici, lontani dal clamore.
- Dobbiamo cercare di continuare a camminare con la forza interiore che abbiamo dentro noi stessi, per sentirci piccoli protagonisti di grandi valori di una vita che deve farci riflettere.
- Rendi più forte la nostra Speranza, proprio quando cala la sera del mondo e cresce l’angoscia, la malinconia, la paura.
- Le nostre piccole luci di speranza sono fragili, deluse, impaurite: aiutaci a vedere la Tua presenza nei dettagli nascosti della vita.
- Aiutaci a diventare a nostra volta piccoli segni di Speranza per chi ci sta intorno.
- I progetti più belli sono quelli che partono da un cuore fragile che ha bisogno di certezze, di risposte e di un grande coraggio.





…. la messa, i canti della tradizione e gli auguri









