Domenica 19 aprile 2026 il nostro giardino in movimento ha respirato un ‘aria diversa con una giornata calda e piena di sole. Tra le zolle smosse e il profumo della terra umida, abbiamo deposto semi di girasole: piccoli, quasi invisibili, eppure capaci di contenere un mondo intero. Ogni seme è stato affidato alla terra come si affida un desiderio: con delicatezza, con fiducia, con quella speranza ostinata che non fa rumore ma insiste.
Attorno alle aiuole si sono raccolte mani diverse: di bambini, mani giovani, mani anziane, mani che cercano un posto dove fermarsi. Insieme abbiamo tracciato un gesto di pace, semplice e radicale: scegliere la vita che cresce, anche quando il mondo sembra andare in un’altra direzione.


Prima di salutarci, abbiamo consegnato ai partecipanti bustine di semi da portare a casa, perché la fioritura non resti confinata qui. Qualcuno è tornato a casa con un vasetto già pronto, un piccolo inizio da custodire sul balcone, sul davanzale, in un angolo di giardino.
Così la semina si è messa in viaggio: continuerà a germogliare nei luoghi quotidiani di ciascuno, come un filo sottile che unisce case, storie, desideri.
Ora aspettiamo che i girasoli spuntino. Qui, e ovunque siano stati affidati. Saranno il nostro promemoria silenzioso: la pace non si proclama, si coltiva.
Un seme alla volta, insieme.
